10/09/2007

Arrogante Egotismo

Con quale diritto la specie umana si crede creatura privilegiata, speciale, unica, particolare,  al centro  del disegno di un qualche Dio o in possesso di una indiscussa superiorità basata sul proprio presunto "raziocinio"? Perché si adopra nelle arti, nella speculazione filosofica, costruisce piramidi e grattaceli, inventa sistemi politici, connette il mondo e lo globalizza? Ed anche perché allo stesso tempo distrugge il suo habitat e le altre specie viventi e uccide i propri simili?
Per un gatto, un luccio, una formica, un filo d'erba, un ameba, che cazzo di valore avrà mai "La Divina Commedia", Internet o la bomba atomica( se non che questa può distruggerli)? Un cazzo. Siamo dei folli. Come possiamo giudicarci al centro del creato se non potremo mai sapere qual'è la prospettiva dell'esistenza di una rondine, se abbia la prospettiva dell'esistenza, se ne abbia bisogno di una prospettiva? Siamo dei folli. Giudichiamo tutto dal nostro punto di vista e pretendiamo che questo sia valido per tutto il creato. Solo perché abbiamo imparato a prevedere e controllare qualche fenomeno della Natura applicando una struttura del nostro pensiero per interpretarlo, siamo convinti che questo ci renda padroni di tutto.
Ci mangiamo maiali e mucche senza nemmeno porci il problema che anche loro siano esseri viventi con una loro individualità, perché crediamo che non abbiano una coscienza. Ma prima di tutto: è davvero così? e poi,che cazzo se ne farebbero loro del nostro concetto di coscienza? Come possiamo sapere cosa sia il mistero dell'esistenza racchiuso in loro, analizzando con i nostri parametri la struttura del loro cervello in confronto al nostro? Attenzione, non è un discorso le cui conseguenze logiche portino direttamente al vegetarianesimo, che ne è semmai un corollario. Con il nostro modus legendi del cazzo possiamo riuscire ad osservare che molte bestie si nutrono di altre bestie cacciandole, ma è difficile attribuire loro l'uccisione per odio. Nessuno di loro mette in pericolo l'esistenza di un' altra specie. Forse sono riscontrabili atteggiamenti che classificheremo come "creudeltà", ma in sostanza le specie animali e vegetali si reggono su un equilibrio che nessuno altererebbe mai. Solo l'umanità fa questo, la specie animale più arrogante, puzzona e disturbante che esista sul pianeta terra. Nessuno di noi mangerebbe un maiale avendo comunque rispetto per la sua individualità di essere vivente. Lo consideriamo più una cosa animata, una risorsa a nostra disposizione. La nostra razionalità non può arrivare a capire quale sia la percezione reale del mondo di un altro essere vivente. Qui dovrebbe abbattersi ogni seppur minima pretesa di superiorità. Potrebbe essere come se un gatto provasse a spiegare agli altri gatti della sua comunità come funziona il cervello di un uomo e cos'è internet. Ma lo stesso esempio è capzioso e tipicamente umano. Il gatto è diverso. Punto. L'uomo è diverso dal gatto, e solo perché più vistoso nelle sue manifestazioni "oggettive" non significa che sia superiore. Probabilmente è solo la specie più invadente, una delle infinite possibilità di esistenza nel corso infinito del tempo. Insomma, quello che chiamiamo Storia, Dio, Politica, Filosofia, Musica, Arte, Ingegneria...non potrebbe essere per un gatto come quello che per noi è un suo miagolìo? Questa roba ha importanza solo relativamente a noi. Che cazzo è il progresso? Il dire che grazie al suo ingegno l'uomo sta materialmene meglio che in passato e starà sempre meglio? A parte la discutibilità di questa affermazione, sempre tarandoci sui nostri metri siamo sicuri che questo progresso sia una cosa positiva se ci sta portando all'autodistruzione, coinvolgendo con noi tutte le altre specie animali? Allora sarebbe comunque meglio la "primitiva" e rischiosa vita selvaggia di una gazzella. Il punto non sta nel migliorare le proprie condizioni materiali, cosa che l'uomo ha dimostrato di saper fare tra le sue caratteristiche che non sono sul piano della qualità meglio delle caratteristiche che rendono abile un pesce a nuotare e vivere in acqua. Il punto è che se nel mistero dell'esistenza c'è un equilibrio che sia rispettoso di ogni cosa che inspiegabilmente esiste, qualunque siano le leggi e le interpretazioni di queste che lo governi, l'umanità sta dimostrando da secoli di non capire. Dopo tante speculazioni, magari i vermi sono davvero più adatti all'esistenza di noi per le proprie caratteristiche che riteniamo "inferiori" e ci sopravviveranno, proprio come sopravvivono sui nostri cadaveri. E tutto quello che avremo creato sarà spazzato via, come il nostro ricordo. Solo questo conta, non tutte le cazzate che ci inventiamo e che riteniamo così importanti per l'intero universo. Gran parte della nostra cultura e degli sforzi intellettuali che stiamo facendo per migliorarci, probabilmente niente più che una caratteristica evolutiva come le branchie per un pesce, mancano di questa fondamentale base culturale. Io quindi non credo in niente (nel senso che gli uomini attribuiscono a "credere"). Io "credo" che se non fossimo così corrotti doremmo continuare su questa base il nostro progresso evolutivo "culturale". Io "credo" nell'empatia. E' qualcosa che trascende la razionalità. E' l'empatia di un essere vivente nei confronti di un altro essere, vivente ed anche inanimato. E' il sentimento che mi porta a salvaguardare il mio habitat, a non provocare sofferenza inutilmente, a provare compassione per un animale anche se devo mangiarmelo (ma qui sta la questione del vegetarianesimo: se l'uomo con la sua razionalità potesse compensare a pieno il bisogno biologico di mangiare carne, dovrebbe sicuramente smettere di farlo). E' la percezione che i ragni e le zanzare della mia sala prove hanno pari dignità alla mia esistenzialmente parlando, anche se la natura sembra avermi messo in condizioni apparentemente di dominio nei loro confronti, anche se devo scacciarli o addirittura ucciderli perché mi infastidiscono. Io percepisco che questo sentimento sia l'inno alla vita più grande che ci sia. Al di là di ogni invenzione umana del cazzo, anche se probabilmente anche questo lo è. Vorrei distruggere tutto. Tutto ciò che è egotismo arrogante. E ricominciare tutto dall'innocenza di questo sentimento.
di FormicaLogorroica | 10/09/2007
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