

sbattere violentemente sull'inevitabile e legittimo muro dell'irrazionalità
14/06/2007
io sono morto,e rinato
Una delle poche cose italiane che vale davvero la pena di ascoltare è l'opera di Giovanni Lindo Ferretti e compagni fin dai CCCP.Tra i pochi,se non gli unici,a saper davvero operare un sincretismo tra l 'internazionalismo punk-rock ed il proprio millenario,autentico e sincero humus culturale che nel particolare è quello Emiliano,in maniera unica ed assolutamente personale.Stanno ben sopra un sacco di gruppi del presente e del passato o estremamente provinciali(ed intendo qui per provincialismo la sterile,goffa ed acritica imitazione di modelli importati dal Centro dell'Impero) o completamente omologati(succede quando è impossibile disinguere al primo ascolto se un gruppo provenga,che ne so,da New York,da Tokyo o da Viterbo!La quasi totalità dei gruppi italiani di un certo livello).In questi possono esserci più o meno delle cose apprezzabili,ma è fuori dubbio che per esempio CCCP e CSI stanno su ben altro piano.Ed in fondo molti si meravigliano dell' "assurda conversione" di Lindo Ferretti,ma io credo che si tratti del percorso di un uomo,un intellettuale,e perlopiù molto comprensibile.Criticabile o meno,ma sincero,vivo e per nulla contraddittorio,se non riteniamo contraddittorio ed impossibile che una persona nel corso della sua vita attraversi i suoi anni e luoghi e cambi,si sviluppi,si arricchisca,e se davvero si comprende cosa c'è dietro quelle parole,quella musica,dietro quegli anni.
Se ci limitiamo all'ambito del rock nostrano,nel nostro paese la loro operazione è stata tra le poche che avesse un valore così alto.I tempi sono cambiati.I tempi stanno cambiando ancora.Succedono le età,e penso che il loro approccio sia sostanzialmente ancora l'unico che valga la pena adotttare,SE si è in grado.E' impossibile oramai non sentirsi un prodotto della globalizzazione.La mia generazione tutta è provinciale cittadina dell'impero,nel bene e nel male,le sue coordinate sono state totalmente ridisegnate e non se ne rende conto.I miei nonni vivevano in un 'epoca,io in un'altra.EPOCHE NEL GIRO DI DECENNI.Resta la torre di Vetralla,restano le mura,restano i cocci.Ma io sono incapace di viverli,entrare dentro di essi,partecipare di quel circolo umano millenario in cui vissero,capirli.Sono io ad essere morto e rinato;di tutto ciò che fu e che mi generò in parte mi resta non più che folklore.Se fino a poco tempo fa suonare rock significava abbracciare una cultura secondaria estranea alla propria,io sono l'anello di una catena di poche generazioni per cui questo è sempre meno vero.Non posso vivere di folklore,mi è sempre più difficile entrare in contatto con quegli ultimi residui d'umanità millenaria e partecipare del suo calore.Il tempo,i tempi l'hanno estinta.Esistono ancora,le ultime di un MONDO ,scintille,lucciole prossime all'estinzione,braci che sempre più flebili ammiccano sotto le ceneri.Alcune,poche,le custodisco gelosamente,come un tesoro.Per capire chi sono,cosa è successo in questo pantano umano.Tra queste distanze siderali.Ma resta ancora una forza,perenne,immobile,maestosa,impenetrabile.E' nel bosco,nel lago,nelle spighe ai cigli delle superstrade,nei fossi,nei botri,nei sassi,nella nebbia che inghiotte le strade e queste case costruite di merda d'uomo indurita.Questo forse vale la pena cantare,questo che ho sotto gli occhi che è l'esistenza in tutta la sua assurdità,inconoscibilità e bellezza.Tu credi e lui no ed io non lo so?Perché cazzo esistiamo e che cazzo vuole l'uomo in mezzo a questa roba?Chi se ne frega in fondo,l'importante è avercela davanti aglio occhi hic et nunc e riempire i propri sensi di essa.Lasciar perdere per un attimo ogni stronzata dell'edificio umano e riunirsi ad essa semplicemente percependola,percependo di essere vivi.Fare una pisciata sulla paglia bagnata e sentirne l'odore fino all'anima,o qualunque cosa di inconoscibile e istintavamente percepibile esista di noi.
di FormicaLogorroica | 14/06/2007
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