24/03/2006

AMINA

I Sigur Ròs non avrebbero avuto tanta fortuna e le loro atmosfere non sarebbero così particolari ed uniche senza lo splendido manto arrangiato dal quartetto d'archi delle Amina,quattro ragazze islandesi che collaborano quasi nell'oscurità con il ben noto gruppo fin da Agaetis Byrjun.Le Amina (due violini,un violoncello ed una viola) , oltre che curare la sezione d'archi dei Sigur Ròs, aprono da sole per i loro concerti e non si limitano alla parte orchestrale , dimostrando una personalità musicale del tutto indipendente ed in grado di influenzare decisivamente anche i quattro musicisti "elfi". Polistrumentiste (ma proprio POLY-POLY,nel senso che suonano praticamente di tutto) , il loro concerto d'apertura le vede confrontarsi con metallofoni,xilofoni,svariati strumenti tradizionali nordici,campanellini,bicchieri di cristallo,sintetizzatori e tastierine giocattolo,infiniti ninnoli e persino una sega,in un delicato e ricco intreccio di raffinate ninne nanne ed armonie ora atmosferiche,ora allegre e sorridenti.L'impressione che è rimasta alla fine del concerto di settembre all'Auditorium di Roma è che,nonostante la sobria sontuosità e le eccezionali scenografie visivo/musicali dei Sigur Ròs,quella mezz'ora iniziale delle Amina sia stata molto più efficace e più vivace dello spettacolo dei loro illustri collaboratori.La fredda accoglienza del pubblico romano,che ha ciarlato e disturbato per l'intera esibizione d'apertura,dimostra quanto queste ragazze siano misconosciute e sottovalutate.In realtà,le Amina sono il cuore dei Sigur Ròs.Lo scorso anno è uscito l' EP AminaminA,il loro primo lavoro autonomo.Anche in questo caso il dischetto in questione,non più di venti minuti di musica,colpisce molto di più del pur splendido Takk,che ha consacrato i Sigur Ròs da band di culto a nuovo fenomeno mainstream.AminaminA contiene quattro brevi pezzi(naturalmente strumentali),praticamente quattro temi che si sviluppano in climax di ricami e tessiture di archi e numerosissimi rumori e strumenti-strumentini vari tra cui spiccano i glockenspiel che danno,sotto cerei basi ambient e giochi di delay,dei piacevolissimi effetti carillon.Le atmosfere sono magiche,misteriose,sospese ma anche gioiose e serene,comunque molto più limpide e cristalline degli epici reverberi Sigur Ròs.La curiosità e l'attesa ora è per un vero e proprio disco che possa magari riuscire a farle uscire dall'ombra dei loro famosi colleghi, al succeso dei quali hanno contribuito sicuramente in maniera determinante.

di FormicaLogorroica | 24/03/2006
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