Spero tu,carlo,non ti senta offeso.
Sono rimasto male quando ho letto pubblicamente:"il tedesco non uscirà
mai dal suo provincialismo"
sono rimasto stupito...Inoltre ho letto delle cose su viterbo che non
mi sono piaciute,sono mortificanti.
Viterbo è chiusa e bisogna lavorarci, ma c'è chi lavora molto e sono
ottimista.
mi ha mortificato perchè sembra che a nessuno glie ne frega una
nerchia.Invece non è così
All'inizio volevo capire perchè avessi detto delle cose sul tedescko:
ma come, ci suoni,lui ci crde e tu che fai?
Poi un po' ho capito ,ma non tutti,dato che parli pubblicamente,
possono capire e potrebbero interpretarti come uno presuntuosetto.
Ciao Matteo
Mi sono permesso di pubblicare questa tua mail perché scioglie un pò i toni aspri che questa discussione cominciava a prendere. Per quanto riguarda il Tedesko,io non ho mai detto una cosa simile!Ho detto che il NOSTRO gruppo ancora deve lavorare molto perché è immaturo come il contesto in cui si trova.Includendo il Tedesko in questa affermazione includo anche me,naturalmente.Il mio tono TROPPO mortificante sulla situazione viterbese può essere vero,lo ammetto,anche se non posso non dire che quasi sempre mi sono trovato in situazioni che mi hanno più che mortificato e scoraggiato.Chiarisco qui la mia posizione:se da queste pagine traspare che Viterbo sia tutta al negativo senza speranza di salvezza,non è così che la penso.Ci sono persone che si impegnano molto e fanno proposte e questo è da apprezzare(d'altronde lo stesso spettacolo al Sant'Orsola era inquadrato da me in un'ottica prevalentemente positiva).Credo però che in generale gli sforzi organizzativi debbano essere NECESSARIAMENTE incrementati e migliorati.Si può fare qualcosa di bello anche con pochi mezzi se dietro c'è un'organizzazione che funziona e che sa muoversi.Troppo spesso ho visto questo mancare nelle realtà viterbesi ,a cominciare dai locali che propongono musica dal vivo(per restare nell'ambito).Questo succede in tutto il mondo e succederà sempre.A Viterbo accade particolarmente.Perché?
Se si cominciasse a capire che un pò di cura non significa distruggere la propria integrità forse qualcosa cambierebbe,perché questa cura non significa un grigio abito "borghese",ma a partire dalla cosa più banale:
"Ok facciamo questa cosa.Quando ci vediamo?"
"Luinedi mercoledi giovedi dalle 20 alle 23.va bene per tutti?Ok"
"cosa abbiamo a disposizione?"
"queste 4 cose"
"è un pò poco ma le faremo bastare"
"allora:io mi occupo di questo...tu di questo...lui di quest'altro..."
...
...e Lunedi Mercoledi e Giovedi tutti ci sono e si lavora( senza dare a questo verbo un cacchio ed inutile significato borghese o capitalistico perché se si lavora poi ci si diverte),e se qualcuno non può avverte prima.Mi sembra la cosa più scontata del mondo,ed infatti credo che non troverai nessuno che non concordi su ciò.Ma poi vai un pò a guardare come vanno le cose perlopiù,e traine qualche conclusione...
infine ripeto che uscire dal proprio microcosmo(che non ha necessariamente una valenza negativa) e confrontarsi con altre realtà,con cui allacciare rapporti e dove cominciare a muoversi,è per me FONDAMENTALE e non significa abbandonare a se stesso il micro di cui sopra,ma anzi dargli la possibilità di crescere e di uscire dall'isolamento.Tutto ciò starà alla nostra curiosità ed al nostro dinamismo.
ci vediamo in giro