16/07/2007

Militanza

Mi ritrovo dopo un bel pò a scrivere qualcosa su questo blog. Io che sono perennemente stanco, e questo periodo terrifico. Ho un loop in cuffia, ed è l'ultima cosa a cui sto lavorando su Cubase. Faccio tutto, ma mica con precisione e costanza. Ma tra queste cose c'è anche il nuovo lavoro con Cubase, con il quale spero di realizzare presto o tardi la più completa autosufficenza, dopo tanto tempo perso.
Ci sono delle basi che non saprei se definire elettronica. Sono cose non complicate (anche se la mia mente tende sempre alla contorsione), senza troppe pretese. Sembrerebbero richiamare gli ultimi lavori di Thom Yorke e cose più industrial  e sicuramente lo fanno, anche se è roba grezza e sempliciotta. Ma non ci penso molto, butto giù ed elaboro. Non sono suoni sintetici, ma reali (scatoloni, lampade, sedie percossi da penne) e processati con i plug-ins stupidi e standard che mi sono ritrovato dentro questa obsoleta versione di Cubase SX con cui lavoro. Qualsiasi cosa ne uscirà fuori, la porterò in giro a suonare anche con me solo sulla "scena". Mi trovo così bene con il DIY. Mi sa che sono uno di quei  misantropi che è incapace di lavorare con un qualsivoglia gruppo di persone. Troppo paranoico, esigente, o forse timido e remissivo. Un deficente in perenne contraddizione?
Boh. In questa provincia campagnola mi sento da qualche anno sempre più un alieno. E' inevitabile che mi ritrovi così in fondo, mi viene da pensare. Il DIY: la cosa più vicina qui è tutta la più che decennale scena hardcore. E' impressionante come per questi la musica non avrebbe alcun senso senza la feroce militanza. E' impressionante come riescano ad essere organizzati, compatti ed autonomi. Qui non esiste praticamente altro da questo punto di vista. Nuove generazioni si stanno affiancando ai gruppi storici, ed altri ancora hanno abbracciato la deriva più emo/mainstream da cui sono nate realtà dal potenziale successo commerciale mondiale. Impressionante. Credo che per quanto riguarda i militanti, mi odierebbero per il mio "agnosticismo" politico nonstante l'indipendenza artistica, anche se riflettendoci a volte credo d'essere molto più anarchico di molti anarchici ben noti. E dire che probabiolmente odio il sistema come loro. Eppure con tutto quel casino impressionante non credo che riescano a smuovere un granché. Il loro concetto di punk sfiora la lotta armata di classe. Ma mi sa che mica ha tanto più senso questo discorso ormai. Chissà che ne avrebbe detto, e che ne direbbe Pasolini. Anche io adoro il punk. Ma per quanto potrei sfanculare tutti ed isolarmi totalmente a vivere in uno squat cibandomi di rifiuti...
beh vivrei ai margini del sistema ma dovrei comunque nutrirmi dei suoi scarti...
oppure organizzarmi  con altri  per spedire pacchi bomba in giro...mha, non cambierei un cazzo, anzi peggiorerei le cose perché rafforzerei le stesse istituzioni contro cui mi batto, le quali avrebbero gioco facilissimo a demonizzarmi e farmi odiare dai "borhesi" dal cervello lobotomizzato. 
Non ha più senso. E poi, la borghesia...siamo tutti borghesi viziati del cazzo!
Inutile che ci spacciamo per rivoluzionari. Maanche un borghese del cazzo può essere insospettabilmente un tarlo nel culo del sistema, per quanto spaurito e dipendente da esso. Ci sono possibilità. Ma io non ho le risposte. Sono troppo piccolo, isolato, ignorante. Vado a senso; e difficilmente ho notato che il mio intuito si sbaglia. E mi sento così fortunato che mi segnali quando mi stanno prendendo per il culo. Più la vita diviene ufficiale, più ti prendono per il culo. E meno puoi farci. Allora posso scrivere che vi odio. E quindi odio anche a me, ma poi in verità non è vero perché mi voglio bene e mi stimo abbastanza. L'unica cosa che potrei fare di davvero coerente e non contreaddittorio è fuggire ed isolarmi. Ed ecco allora il quid: sono davvero un misantropo. Ma poi mi manchereste. Di nuovo in contraddizione. Proverò ad isolarmi con un pò di buoni amici, forse il campionario dell'umanità migliore del mio mondo.
di FormicaLogorroica at 23:22:00 3 Commenti