29/05/2007
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Mentre tutto è freddo e buio come la morteTutto
la radio non può passarmi "Pictures of You" dei Cure.
Tutto
21/05/2007
recensione su Rockit
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Ma il risultato è acerbo, a tratti mediocre, sicuramente approssimativo. La sensazione generale che si ricava dall'ascolto è uno sconfortato vorrei ma non posso. Perché lasciare a casa le emozioni e portare in dote il formalismo significa accontentarsi. Ed è un peccato. Potrebbero dare molto di più, allora, se solo asciugassero i loro brani da certi pomposi riff chitarristici, da certe magniloquenze strumentali, da certe linee vocali che ci ricordano perché il rock italiano è – era? – anni luce indietro rispetto alla concorrenza internazionale.
Partire dalla semplicità del brevissimo intro, paradossalmente l'episodio più riuscito di tutta la raccolta, è quasi un obbligo. (21-05-2007)"
ah durezza per questo piccolo provinciale,picchia forte
17/05/2007
TECNOLOGIE PER LA PULITA TURPITUDINE?
Cari amici che leggete da tutto il mondo,mi piacerebbe che Sub Terra si occupasse anche di queste cose.Ma sarà lunga.intervista del 24 Aprile con i manifestanti di Tarquinia
2007, Civitavecchia, centrale ENEL di Torre Valdaliga Nord.
Forse non tutti sanno che il territorio compreso tra Civitavecchia e Montalto (cioè la costa della nostra Tuscia) è il più grande polo energetico d’Europa con le sue tre centrali (cioè Torre Valdaliga Sud, Torre Valdaliga Nord e Montalto di Castro, per un potenziale complessivo di 7000Mw). In 50 anni di termoelettrico alimentato ad oliocombustibile , queste hanno prodotto circa il 15% del fabbisogno energetico nazionale , imponendo alle popolazioni del comprensorio un già alto prezzo ambientale di cui le belle striature grigio-giallastre sopra il “mare nostrum” sono state solo il primo effetto visibile a tutti. Ora la prospettiva aperta da ENEL è la riconversione a carbone della centrale di TVN mediante l’utilizzo di avanzate tecnologie, che permetterebbero di ridurre l’impatto inquinante del combustibile (che è,ricordiamo,il più pestifero tra tutti i combustibili fossili).
In tempi di crisi petrolifera, i massicci investimenti riguardo le CCT(Clean Coal Technologies,cioè “Tecnologie per il Carbone Pulito”) coinvolgono numerosi paesi a cominciare dagli Stati Uniti che vedono in questo vecchio e sporco “dinosauro” dell’industrializzazione , piuttosto che nelle fonti rinnovabili o le biomasse , il futuro di un commercio energetico a basso costo ed alto profitto.
Per dirla con le parole del famoso economista tedesco Ottman Edenhofer, del Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania, “Il più grande problema ambientale nel 21 secolo sarà il carbone,o potremmo dire il principale nemico[…].Il carbone è economico, abbondante e distribuito sull’intero pianeta. Gioca un importante ruolo geopolitico, e ne avremo in abbondanza per i prossimi 300 anni”(riportato da un dispaccio Reuters del 6 ottobre 2006). L’elettricità può essere generata più facilmente ed economicamente dal carbone che dalle fonti rinnovabili, così i governi in questi anni di transizione energetica stanno scegliendo la strada più facile che non è quella delle energie alternative, ma quella del combustibile maggior responsabile (sia il carbone “pulito” o meno) di emissioni di CO2 ,la causa primaria del tanto allarmante surriscaldamento del pianeta. In contrapposizione ,tra l’altro, agli impegni presi nel famoso protocollo di Kyoto, a cui ha aderito anche l’Italia.
Le nuove strategie di ENEL rientrano in questo quadro globale, ed in particolare il problema di TVN non è un’astratta o lontana discussione ma qualcosa che ci coinvolge TUTTI direttamente : l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha condotto degli studi che dimostrano come gli agenti inquinanti dispersi nell’aria possano diffondersi in un raggio di 300 Km in 12 ore,in condizioni di venti favorevoli.
Il 29 Marzo scorso a Tarquinia(esattamente in mezzo ai due fuochi di Civitavecchia e Montalto) è cominciato uno sciopero della fame collettivo, l’ultima e la più importante di una lunga serie di battaglie portate avanti dai comitati no-coke locali affinché gli interessi di pochi non vadano a decidere sulla pelle dei cittadini, contro la loro volontà. La protesta si sta allargando a macchia d’olio in questi giorni ed ha coinvolto la stessa Civitavecchia (dove è stato occupata la Sala Consiliare del comune) ed anche Roma.
Il clima ieri (24 Aprile) nella Sala Consiliare di Tarquinia , dove gli scioperanti si sono accampati ed hanno organizzato il loro “quartier generale”, era tranquillo e di speranzosa attesa. Loro stessi ci hanno spiegato, documenti ufficiali in mano, il perché la scelta del carbone sia scellerata, cosa sono riusciti ad ottenere e cosa deve essere ancora fondamentalmente ottenuto, senza “se” e senza “ma”, affinché il loro grido di protesta possa placarsi.
“Civitavecchia anni ‘90. Questa è la centrale ancora attiva, questa è quella che stanno riconvertendo e questa nube gialla qua sopra…è quello che ci siamo respirati finora!” , ci indica in foto sul suo laptop Marzia. “ I tecnici, medici, ingegneri ed avvocati impegnati in tutta Italia per il loro livello di conoscenze sulla questione sono la struttura di spessore che ci ha fornito i dati, ed intorno a loro c’è tutto il movimento no-coke di semplici cittadini, che organizza e spinge le iniziative.
Gli ultimi impegni sono cominciati lo scorso inverno, con le conferenze e gli incontri con Bersani che non hanno prodotto risultati significativi, in seguito alla pubblicazione dei dati della ASL Roma E (Ottobre 2006)”.
Il documento in questione che ci mostra Marzia si chiama “Mortalità e ricoveri ospedalieri nell’area industriale di Civitavecchia, anni 1997-2004” , studio effettuato proprio dal Dipartimento di Epidemiologia della ASL RME, in collaborazione con l’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, nel quale si legge “... che vi è un eccesso di morbosità e di ricoveri ospedalieri nei residenti a Civitavecchia per diverse patologie tumorali. Infatti, tumore polmonare e pleurico, asma bronchiale sono chiaramente risultati in eccesso ed inoltre è stata verificata una aumento dell’incidenza di insufficienza renale cronica”. I dati si riferiscono quindi alla mortalità prima e dopo dell’ ”ambientalizzazione”(dic. 1999) della centrale ad oliocombustibile. Lo stesso studio, nelle conclusioni, afferma: ” i risultati hanno rilevanza rispetto alle politiche di riconversione energetica e al potenziale inquinante di nuovi impianti per quanto riguarda la salute della popolazione locale. Le decisioni strategiche rispetto ai piani di riconversione energetica devono tener conto dello stato di salute della popolazione residente”.
Riguardo alle tecnologie per il “carbone pulito”, ritenute sicure da ENEL, così continua Marzia:
“il “carbone pulito” non esiste , smettiamo anche di pronunciarlo. Il vero “carbone pulito” è una tecnologia che in America si prevede saranno in grado di utilizzare solo nel 2012(si riferisce al progetto di impianti basati sulla tecnologia IGCC,”ciclo combinato di gassificazione integrata”,che prevede uno stoccaggio nelle profondità della terra della CO2 prodotta,cosa che ha generato non poche perplessità tra molti studiosi ndr) . Il “clean coal” invece , quello di cui si parla, è una tecnologia che si conosce, non Italia ,e si può utilizzare solo per impianti piccoli ,da 300 Mw. Noi qui ne abbiamo 2000” . Provato tra l’altro che i filtri su cui è basata la tecnologia “clean coal” riescono a trattenere le particelle più grandi (come il PM10) e parte delle polveri fini (PM2.5), ma non le polveri ultrafini principali responsabili di numerose patologie e mortalità ( su questo sono stati fatti numerosi studi americani, come “Ultrafine particle deposition and clearance in the healthy and obstructed lung” di Brown JS,Zeman KL,Bennett WD) , e che per di più nulla possono contro l’emissione massiccia di CO2, Marzia ci illustra inoltre come “ la stessa ENEL scarta questa tecnologia nella VIA (Valutazione Impatto Ambientale, decreto del 4 novembre 2003 n. 680 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ,di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sulla riconversione a carbone della centrale ENEL, ndr) ,perché gli costa troppo. Alcune tecnologie che permetterebbero di rendere il carbone “meno sporco”, come la gassificazione e la caldaia a letto fluido, vengono scartate da ENEL stessa in quanto ritenuta l’una “poco affidabile” e applicabile solo a piccoli impianti,l’altra in base al “rendimento inferiore” (tutto questo si può leggere a pag. 8 della VIA, ndr)”
Ancora: ”Sulla Relazione Istruttoria della VIA del Comune di Civitavecchia si legge che, in base alla relazione dell’Aprile 2003 dei professori Fava, Giovannotti e Naso , a seguito dell’ eventuale rilascio nel terreno di arsenico,cromo e nichel mediante le piogge, si consiglia la conversione agricola in coltivazioni no-food,che vuol dire NON COMMESTIBILI ”
Cosa tra l’altro già accaduta in Italia nella Valle del Sacco ,triste teatro in passato di un vero e proprio disastro ambientale.
I prossimi appuntamenti al Ministero dell’Ambiente e della Salute esigono quindi delle risposte concrete che tengano conto ,per la prima volta, degli abitanti del territorio considerato nella sua interezza, dato che i rischi che la stessa VIA non esclude (“Non è possibile escludere che tali emissioni abbiano comportato un impatto sulla salute umana che non si è ancora completamente manifestato”,si legge a pag. 17) non rimangono certo limitati alla sola città di Civitavecchia, ma minacciano l‘agricoltura ,l’economia e la salute degli abitanti dell’intero comprensorio.
Alla domanda se i media stiano svolgendo bene il loro ruolo al riguardo,
“La qualità dell’informazione sul problema per fortuna è migliorata di molto, rispetto a quando non riuscivamo a veder pubblicato nemmeno un nostro comunicato. Finalmente abbiamo ricevuto l’attenzione delle maggiori testate nazionali e dei media, grazie alle partecipazioni a trasmissioni come “Annozero” di Santoro.
Ma le cose fondamentali devi pur sempre andartele a cercare” conclude Marzia “non puoi aspettartele dall’informazione ufficiale. La stessa Tuscia in buona parte crede di vivere in un mondo fatato”.
Un altro manifestante, che si è unito allo sciopero 4 giorni fa continuando però a lavorare, continua : ” la nostra iniziativa è una lotta che va oltre i partiti politici. E’ una lotta tra cittadini e centri di potere. L’adesione della gente sta crescendo molto , abbiamo già raccolto parecchie migliaia di firme il cui valore può essere ritenuto doppio, considerando che non abbiamo promosso nessuna raccolta ma molte persone sono venute qui ad informarsi di loro spontanea volontà. Per quanto riguarda l’impatto mediatico , l’attenzione è stata molto grande, neanche noi ce lo aspettavamo. Anche personalità importanti come Maurizio Costanzo e Paolo Mieli (il direttore del Corriere della Sera) hanno dato il loro appoggio esprimendo la loro contrarietà al carbone.”
Ma cosa si può fare concretamente per sostenere il movimento?
“La prima cosa da fare è informarsi. Per fare un esempio, è di queste ore la notizia su tutti i telegiornali e giornali che l’emergenza idrica comporterà una minore produzione di energia elettrica,con conseguente rischio di black-out ed obbligo per l’Italia di acquistare energia dall’estero .Ma le cose non stanno esattamente così: non perché non esista un’emergenza idrica, ma la questione non ha una tale incidenza nel caso specifico. Poi ci sono dei dati della camera dei Deputati che dicono che con gli impianti attualmente esistenti potremmo produrre in Italia circa 70.000 Mw. Questi impianti non funzionano tutti insieme, 10-15.000 Mw vanno in manutenzione ordinaria ogni anno ,così la quota scende a circa 60.000Mw. Il picco di energia nazionale, verificabile in qualsiasi momento in tempo reale da internet ( sul sito www.terna.it ) , oscilla sempre tra i 43-45.000 Mw!”
Strategie mediatiche?
“L’ENEL acquista energia dall’estero principalmente per rivenderla, perché è conveniente. Non perché ce ne sia un reale bisogno. Ormai è un ente privato e deve produrre reddito. Lo stesso black-out di qualche anno fa non si sarebbe verificato se avessimo avuto tutte le nostre centrali in funzione. Ci sono moltissime cose da sapere che devono essere ricercate“
Sugli scranni ed i tavoli tutti intorno si lavora, si preparano documenti,volantini,materiale multimediale da diffondere sul web.
Gli scioperanti occupano il centro della bella sala consiliare rinascimentale affrescata chi seduto per terra a conversare,chi seguendo una piccola tv sintonizzata su un tg,chi riposandosi stanco sui materassi e sacchi a pelo apprestati in terra,tra gli striscioni colorati che riprendono iconografie etrusche circondate in ogni lato da grandi bastoni a righe bianco-rosse. E non sono certo dolcetti.
“Adesso siamo 6 in tutto a scioperare, 4 continuando a lavorare e due ad oltranza” , ci dice un signore canuto,barba folta e sguardo risoluto,in sciopero della fame da 23 giorni.
“Qualcuno fin dall’inizio, 27 giorni. Alcune persone sono state male, ci sono stati ricoveri all’ospedale. Nonostante tutte le manifestazioni che abbiamo fatto in passato e le grandi promesse, dal punto di vista istituzionale nulla è cambiato. Non ci restava che questa ultima forma estrema di protesta:mettere in gioco la propria salute per ottenere qualcosa ”.
“Lo sciopero della fame verrà sospeso solo quando ci sarà almeno un atto finale e concreto. Chiediamo la riapertura della VIA ed il blocco della costruzione della centrale,e che venga garantita la salute nostra e di tutti gli abitanti del comprensorio,Roma compresa” . Nonostante tutto appare fiduciosa ,pronunciando queste parole seduta in terra, un'altra signora che ha ripreso solo ora lo sciopero , dopo una breve pausa dovuta ad un malore conseguente al digiuno.
E potremmo girare ancora tra loro, raccogliere altre testimonianze, altre documentazioni, altri perché.
Ma quello che ci resta alla fine è uno stupore attonito, per quanto anche un bambino troverebbe così semplice la questione e quanto l’uomo riesca sempre a complicarla con mille artefatti nella sua ingordigia : perché diamine investire tanti soldi e risorse nell’applicare le più avanzate tecnologie (seppur fossero) alla più retrograda e sporca fonte d’energia che esista?
Avremmo tutta l’intelligenza e la capacità per saper da subito sfruttare il mondo delle energie pulite ed inesauribili.
Questo è solo un punto di partenza per cominciare ad informarsi veramente.
Troverete ogni tipo di documentazione ed informazione a partire dai siti www.nocoketarquinia.splinder.it e www.nocoke.org.
Ma cercate sulla rete e sui giornali, confrontate fonti e notizie, affinate le vostre capacità critiche, vagliate ogni notizia. Solo così sarete sicuri di non essere gabbati.
FORMICA LOGORROICA
http://formicalogorroica.blog.dada.net
Grazie a Roberto Preite per l’ausilio nella realizzazione di questo articolo
11/05/2007
Recensione su MusicBoom.it
ahi questa blasta forteLa Guerra delle Formiche:s/t
Da Viterbo ci arriva questo progetto, capitanato da Carlo Sanetti, coadiuvato nei sette episodi del demo da alcuni amici, tra i quali spicca il prezioso contributo di Maria Livia Nicotra alla voce, eterea e misteriosa. Crescendo emozionali figli di molti episodi del post-rock che da una decina d’anni ha mietuto vittime tra chi, dopo aver ascoltato certi dischi, ha imbracciato una chitarra per la prima volta e ha scoperto la magia dell’alternanza tra arpeggio delicato ed esplosione noise. Il gioco funziona a meraviglia ne Il principio del cerchio, cavalcata nella quale la voce defilata di M. Lorenzoni recita un ruolo chiave mentre risulta eccessiva e ridondante in Crisalide, fin troppo progressiva e invero arida. Affiorano, complice l’uso del cantato e del nostro idioma, richiami evidenti (Ferretti &Co., Massimo Volume) e una spasmodica attenzione nella costruzione delle partiture ritmiche (evidente in Notturna) e dei patterns, come nella traccia più audace L’enverse e L’endroit, nella quale ad un certo punto sembra di sentire gli Yes. Un progetto sicuramente a fuoco e che piacerà agli estimatori del genere, ma non troppo innovativo.(AB)link alla pagina originale
