29/04/2007

recensione su Rocklab

La guerra delle formiche

Autore: Daniele Guasco


Ammetto che ormai non ci speravo più di trovare un gruppo rock italiano non dico unico, ma almeno con una discreta personalità, poi però ho ascoltato questa piacevole autoproduzione dei La guerra delle formiche. Nonostante si percepiscano molte influenze nel progetto dei Viterbesi (anche se il progetto ruota quasi totalmente attorno al ventiduenne Carlo Sanetti), partendo dai Csi e dagli Scisma, arrivando fino a Syd Barrett, questo lavoro colpisce per la sua capacità di vivere vita propria, di mostrare in maniera alquanto chiara la sensibilità del gruppo. Tra momenti caratterizzati da un calmo preziosismo quasi barocco (mi verrebbe da dire prog) e precise esplosioni chitarristiche questo cd scorre benissimo e piacevolmente nello stereo dall'inizio alla fine, con momenti veramente notevoli come la bellissima costruzione di “Crisalide”, brano che spicca per la sua versatilità sonora. Da constatare poi l'ottima scelta del frequente ricorso alle doppie voci che vanno a dare ancora più enfasi ad alcuni momenti particolarmente centrali nel disco. In definitiva un ottimo lavoro che constatando la giovane età dei musicisti coinvolti promette ottime cose in futuro, ma che già adesso si rivela un gustoso ascolto.



myspace.com/laguerradelleformiche

link alla pagina originale su rocklab.it
di FormicaLogorroica at 15:38:00 Commenta:

24/04/2007

generazioni

Giorni fa si è suicidato a Viterbo un trentenne che ha vissuto la sua adolescenza nella mia stessa via a Cura di Vetralla.E' il quarto suicidio in una decina d'anni che ha relazione con la mia via(gli altri tre sono avvenuti proprio di fronte alla finestra che è a destra del pc su cui scrivo,là dove si vedono le case popolari),senza contare qualche altro che riguarda Vetralla in genere.Ricordo quando ero piccolo,stavo dormendo di prima mattina una domenica,un boato gigantesco.Fumo nero lassù in alto,dalle finestre:il vecchio Napoleone si era fatto saltare in aria con il gas.E non è stato un incidente.
Solo qualche anno più tardi,i bambini facevano a gara a riportare i particolari splatter  del volo d'angelo della Baldina.E molte storie ancora del genere,"lavate" dal pettegolezzo di paese o rimaste terribilmente nella memoria di chi ci si è trovato in mezzo.
Mi domando in quale cavolo di posto sono cresciuto,seppur protetto da un nido solido,quanto possa incidere noia,disagio,disoccupazione,isolamento.Mi rivengono in mente tutti i miei amici d'infanzia:molti abitavano ed abitano là,alle case popolari.Molti di questi avevano probemi di carattere familiare che già intuivo.Altri erano dichiaratamente dei disagiati sociali le cui famiglie vivevano di sussidi.Crescere per loro era giocare a pallone tra le erbacce del parco comunale dove si poteva incontrare qualche tossico,evitare le botte del padre ubriacone,essere presi in giro dai bambini "puliti" perché la tua famiglia aveva la nomèa di "zozzona".Ed essere discriminati dagli inquilini del nostro palazzo d'"élite",poiché non volevano che io ed altri miei amici del condominio li facessimo entrare nel cortile.Nella nostra inconsapevolezza infantile eravamo in un certo senso nel giusto,e perseveravamo a giocare con loro che bestemmiavano e contraddicevano tutte le regole della buona educazione che le nostre famiglie(più o meno illuminate)ci avevano impartito.Il capo condomino era lo stronzo nemico numero uno per noi,e come avevamo visto fare dai nostri amici discriminati,gli pisciavamo sulla macchina a volte.
E poi c'erano i compagni di buona famiglia delle elementari,con cui non ho mai legato più di tanto,e quelli delle medie che erano perlopiù vandali distruttori figli di contadini ed allevatori che non avevano mai messo piede fuori dal loro campo.
I disagiati ed i figli di contadini crescendo sono diventati quasi tutti disoccupati o militari,i più fortunati(pochi) sono a loro volta contadini e ,tra questi,quelli che sapevano coniugare l'attività distruttiva(quasi un' incosapevole ed agreste versione del punk)  con una certa manualità tramandata da generazioni di sapere popolare hanno un'officina per auto o qualcosa del genere.
I compagni delle elementari invece sono cresciuti contando sulle sedie del bar le macchine che passavano sulla Cassia,aspettando le partite dopo la messa della Domenica,frequentando un buon liceo e poi l'Università,chi più lontano chi meno,e stanno per immettersi nella lunga coda fatta di disoccupazione e precarietà,come le generazioni che oggi hanno 25-30 gli possono ben ricordare.
Vetralla è un paese non piccolo,di gente mite,tutto sommato benestante.Ed un alto tasso di suicidi.Ci sono sacche di disagio da sempre,come ho sottolineato sopra,ma il fenomeno comprende tutti,anche figli di commercianti e persone socialmente e culturalmente benestanti.
Non c'è bisogno che elenchi altri particolari.Prendete Vetralla,o anche Viterbo, come una piccola Springfield d'Italia.
Le nostre generazioni sono state prese e vengono tuttora prese per i fondelli.Ma non abbiamo più l'energia utopistica e la rabbia del '68.Semmai,dei cervelli atrofizzati ed ovattati ad ogni livello.La maggioranza in fondo,come me,è cresciuta bene,protetta e fiduciosa nel futuro.Ed ora eccoci qui,presi per il culo e svuotati della forza di indignarci.Narcotizzati.Siamo forse il prodotto peggiore di questi anni,di quest' Italia che assomiglia sempre più ad un riflesso ritardato d'America.
In questi giorni sto lavorando molto per scrivere un articolo su un giornale in cui scrivo sul problema della mefitica riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia,problema serio e di urgenza non solo provinciale,ma nazionale e che si inserisce in una questione MONDIALE.A Tarquinia c'è gente che sta facendo da 27 giorni lo sciopero della fame per questo,li ho intervistati proprio oggi con i miei amici Roberto e Fabrizio,attivista del movimenti di protesta.Ma gli abitanti della provincia,i miei compaesani.i miei coetanei,peggio ancora....non ne sanno nulla.Oppure non gliene frega un cazzo.
Da queste cose è nata la mia riflessione
di FormicaLogorroica at 20:03:00 1 Commento

19/04/2007

SUB TERRA



Sempre progetti informi da portare avanti.Io e Livia abbiamo appena fatto uscire il numero uno di Sub Terra,che contiene un'intervista ai Neutrons(che sono stati davvero mooolto carini con noi),un reprtage sul live romano delle CocoRosie ed i disegni di Cane scoperti su MySpace, che ci piacciono molto(http://www.myspace.com/cane_italy   ).L'idea di costruire questa fanzine ce l'avevo da un sacco di tempo , anche se spesso ho espresso il mio sconforto per la situazione musicale viterbese , ma ultimamente mi sembra che stiano sorgendo o tornando realtà molto interessanti di cui mi piace parlare. Non apprezzo tutto allo stesso modo,ma lo spirito della fanzine è promuovere tutte quelle realtà che cominciano a muoversi fuori dai confini provinciali in maniera indipendente e secondo il classico "do it yourself". "Promuovere" significa innanzitutto mettere in contatto i musicisti stessi,che da sempre comunicano poco,magari creare ponti con altre reatà esterne.Siamo tutti sulla setssa barca,e sostenerci a vicenda sarebbe la cosa più saggia che si possa fare.E poi mi piace parlare delle poche cose che ho scoperto fuori,e che qui o generalmente dappertutto non si conoscono o si conoscono poco,e proporle a gente curiosa che dialoghi,comunichi,scambi opinioni.Internet ormai ha annullato le distanze e reso accessibile a tutti il mondo.Abbiamo vissuto e stiamo vivendo una rivoluzione che forse come poche altre altre volte potremmo definire davvero democratica.Ma non è così semplice e bello come sembra.Comunque,che significato ha allora portare avanti una fanzine underground quando le informazioni e la musica sono alla portata di tutti?Nel contesto della musica viterbese,innanzitutto nessuno ha mai pensato di parlarne seriamente in maniera sistematica;secondo non è per niente scontato(anzi) che tutti sappiano davvero sfruttare le possibilità di internet,che presuppone capacità di filtrare e selezionare l'informazione da un "overload" che rischia di ottenere l'effetto contrario a quello desiderato dal cercatore.Terzo,la fiducia che ancora ripongo nei tradizionali supporti cartacei,che secondo me costituiscono lol strumento di comunicazione primo ed ancora non totalmente superato dalle tecnologie informatiche,seppure ormai è di fondamentale importanza sapere integrarli con questi.
Ieri sera ho comprato una fanzine punk fotocopiata e mi sono sentito rincuorato che ancora esistano  prodotti dalla filosofia anni '80 come questi.Ma Viterbo ha davvero una scena così forte che valga la pena così tanto parlarne?Non lo penso.La Tuscia è una provincia e culturalmente rimane tale.I gruppi sono realtà isolate e perdipiù non c'è una proposta particolarmente originale,anche se ultimamente si suona molto e bene.L'unica eccezione è forse la VTxHC(ViterboHardcore),politicamente e musicalmente ben compatta da più di dieci anni e conosciuta negli ambienti HC di tutta Italia e probabilmente anche oltre.Per tutto questo non mi sentirei di parlare né di arte né di cultura,visto anche che esistono ultimamente molti gruppi modaioli che stanno realizzando i loro sogni rock'n'roll con indie label se non con vere e proprie major.Ma potrebbe anche esserlo,arte e cultura,dipende da quanto larghi siano i confini che applichiamo all'accezione di questi due termini.In larga parte però a me basta anche solo questo:è l'espressione del nostro vissuto,di noi che siamo la risultante di tanti fattori che ci hanno portato ad esistere con queste caratteristiche hic et nunc.Saremo di volta in volta più tamarri,più rudi,più politicizzati,più beceri,più provinciali o più intellettualoidi,snob,indipendenti o "venduti",isolati ed ignoranti o inseriti e cosmopoliti.Questo esiste ed è umano,e tanto per usare ancora quella cultura ufficiale con la quale dovrei campare ma che in un contesto del genere starebbe sul cazzo a molti(me compreso se non per primo),"homo sum:humani nil a me alienum puto",e questa volta far parlare Terenzio secondo me serve davvero quindi sfanculatevi integralisti dell'"accessibile" e del "popolare".
Per me comunque la spontaneità,unita alla tecnica o meno,ha un valore di primaria importanza,ma anche qui è difficile stabilire i confini esatti.Io come al solito sono solo ed isolato,ma cerco qualcuno che abbia solo anche un punto di contatto con me per comunicare.Così SubTerra magari inizierà ad incidere davvero su questo minuscolo reale e potrà allargarsi anche oltre la musica,sempre che io continui ad avere forza e costanza,ma soprattutto un qualche feed-back senza il quale tutto questo non serve a niente.
Io e Livia ci lavoriamo:le discussioni e l'organizzazione non sono semplici,vera e propria dialettica.Ma va bene così,anche se essere in due è davvero poco.Per ora stampiamo di tasca nostra le copie cartacee e le distribuiamo gratis;non arriviamo a più di 100 copie.Puntiamo a gettare la rete sul mondo parallello di internet,rapidissimo nei contatti e nel dialogo possibile anche se purtroppo più impersonale e smaterializzato.Tutto è ancora in fieri,come sempre.Mi domando se poi esistano punti di arrivo.
di FormicaLogorroica at 18:09:00 Commenta:

04/04/2007

(un) post-umano e merda d'artista

Vivo virtualmente.Non più occhi e corpo,contatto e voce,carta ed inchiostro.Murales di pixel,graffiti d'umanità.La scomposizione dell'umano,la traslazione su unpiano immateriale,immediato,privo di confini.Girandole di ogni tipo di manufatto con cui dialogare a due dimensioni in dialettica rassicurante,dove è facile abbattere ogni impasse,timidezza,reticenza dell'animo,deliziosa la tentazione di dare in pasto al mondo il proprio io denudato,camuffato o mistificato,gratificante cedere a questo innocuo narcisismo.Il secchio dove vomitare dopo una sbornia esistenziale,romanzesca o filosofica.Che meravigliosa eredità linguistica democratizzata è il termine "post".Appiccichiamolo anche qui,miei interlocutori immateriali:questo è il post-umano,noi siamo post-umani dell'umanità che "posta".Altro che post-moderno,siamo oltre,e destinati ad andare più in là.Salve,i osono uno dei milioni di fuochi fatui della realtà atomica in senso moderno;sono qui,un'anima atomica in senso democriteo,posso scindermi e ricompormi sottilmente.Sono chiaro e diretto ed oscuro ed elitario e popolare e snobista quindi mi giovo di una coerente contraddizione in virtù della venerazione per l'abusato ossimoro,in una schietta etica del non-sense che in verità vorrei distruggere.Voglio restare puro ed essere mercificato e serializzato,un concetto da tragedia greca nella pop-art.Amo la merda d'artista,non so che cazzo sto dicendo ma lo sento,padroneggio la raffinata tecnica degli incapaci.Offro sacrifici di Ifigenie concettuali sulle are dei Numi Lombrichi,che mi lascino partire e giocare col fango.
Non rompermi i coglioni,cago con il culo e perdo muco dal naso.
Parlami di come mangiano gli uomini,o Musa di proemi violentati,che mi delucidino su me stesso con la loro weltanschauung.Ehi tu,capisci il minimo o il massimo ed avrai capito tutto di me.La sola cosa che voglio è vomitarvi addosso tutto quello che posso,io borghese postmoderno cresciuto col culo nella nutella,e poi...non lo so,sono ancora indeciso.
di FormicaLogorroica at 23:06:00 5 Commenti