31/01/2006

Viterbo culturale

La manifestazione all'ex chiesa di Sant'Orsola alla fine è trascorsa tranquillamente.E' venuta un bel pò di gente e , arrangiandosi alla meglio , il risultato finale è stato comunque apprezzabile (ed angosciante , viste le tematiche affrontate ed il tono dei racconti presentati). Io mi sono limitato a stendere qualche tappeto sonoro alla CSI con delay , tremoli ed e-bow sotto le letture , i recitati e tra le pause.Due più che ottantenni (un ebreo romano ed un partigiano) hanno offerto le loro testimonianze ammonendo a non dimenticare.Il secondo specialmente era incazzatissimo contro il governo e tutti coloro in genere che tendono a sminuire la gravità di ciò che è accaduto in Italia in quegli anni. Mi spiace che il contesto sia stato per lo più come l'ho descritto sotto , forse esagerando un pò (sono stato portato fino a questo punto dal'esasperazione di esperienze passate). Si poteva fare molto meglio , ma l'idea di base ed i contenuti c'erano ed erano validi.Questo è già qualcosa.
L'ex chiesa di Sant'Orsola necessiterebbe di restauri.Non so come l'abbia ottenuta l'associazione culturale Frisigello (coloro che hanno concesso lo spazio al collettivo studentesco) , ma penso che se non fosse stato per loro l'amministrazione l'avrebbe lasciata al più completo declino. La facciata è sobria e settecentesca , tutta sbocconcellata ed annerita dal tempo;l'interno è freddo , umido e buio. Ha una navata sola , un transetto corto ed un abside coperto da svariati tendoni.Gli stucchi degli altari del transetto e delle pareti , gli effetti dipinti che simulano i marmi e le scalanature di colonne dai capitelli corinzi (bei colonnoni slanciati ben visibili davanti all'abside)e gli affreschi sono tutti danneggiati da umidità ed incuria , resi illeggibili oppure a brandelli. A nessuno frega un cazzo di quella chiesa , meglio il boulevard a Viterbo che si , è bello e tutto , ma se si va a guardare quante altre cose avrebbero avuto bisogno di un intervento prioritario , a partire dalle strade?
L'associazione Frisigello invece si pone come una realtà valida e ben organizzata. Sono capitato alcune volte in occasione di proiezioni di cortometraggi , mostre d'arte (anche quella del fumettaro Giorgio Santucci) , dibattiti. Vale la pena tenere d'occhio il loro operato. La mia ambizione sarebbe riuscire a creare una rete forte nella diaspora di queste iniziative e crearne delle altre , per cominciare a collaborare a 360 gradi , anche fuori dal campo musicale. E' una meta molto difficile . Per quanto riguarda la musica , mi piacerebbe allacciare rapporti tra l'ambiente indie-romano ed il viterbese. Peccato qui non esista un ambiente. Gli unici che conosco almeno allo stesso livello delle band romane sono i WINTERBEACH DISCO , alcuni membri dei quali stettero alla guida del SO WHAT?! qualche anno fa ed hanno curato per un certo periodo l'organizzazione delle serate dell'attuale GARAGE. Indubbiamente fino a pochi mesi fa sono riuscito a vedere cose che a Viterbo non avrei mai immaginato di trovare (prendi solo Paradise Island + Dada Swing , i Tv Lumière , i giapponesi My Way My Love , gli olandesi Pfaff) , e ciò in un contesto simile vale molto di più delle possibili obiezioni che si potrebbero fare ad omologazioni-indie ed esterofilismo esasperato perché dietro c'è un modus operandi efficace e preparato. Come c'era da aspettarsi , durante queste serate indie (specialmente nell'ultimo Novembre trascorso) il pubblico era costituito in media da: me , Livia , il chitarrista dei WBD che faceva le foto , il proprietario del locale e Bruno , il fonico (grazie al lavoro del quale il locale ha alzato notevolmente i suoi standard qualitativi). 5 persone! A San Pellegrino però, poco più in là , un'orda studentesca rimaneva a ciondolare , pigolare , pisciare nei vicoli e prendersi secchiate d'acqua dagli abitanti insonni esasperati. Pubblicità ce n'era , l'entrata non era esosa , quindi era manifesto uno spiccato disinteresse per la novità. Peccato che venga anche da quei studenti che tutti speriamo possano essere una speranza per Viterbo. Al contrario , i pienoni si registrano per le solite serate tributo a Led Zeppelin-Queen-Police ed affini, quando si risvegliano i Viterbesi medi rockettari e non disdegnano una capatina nemmeno i classici tipetti da pub. Per quello che ne so i WBD se ne sono recentemente andati dall'entourage del GARAGE per scazzi vari (magari anche per la desolazione di queste serate indie). C'è da sperare che il locale non subisca un'involuzione. Per fortuna il fonico è rimasto. Creare un ponte tra questa Viterbo e la Roma indie quindi potrebbe non essere impossibile e ci sarebbero modi per attuarlo , ma parlare di questo per me è ancora precoce perché non ho un gruppo.Probabilmente però non si dovrà attendere molto perché certe cose si stanno muovendo fuori da me, che sono un osservatore esterno e che miro ad inserirmi e partecipare a processi di cui in minima parte sono responsabile. Il resto della situazione musicale del Viterbese invece è ancora profondamente immaturo, compreso il progetto del Tedesko con cui suono la batteria. Non so se potrà mai un giorno sprovincializzarsi. Per quanto riguarda altre associazioni culturali, parlo di "diaspora" e di possibili reti da creare ma non so in effetti quale sia la presenza reale sul territorio. Molte cose mi sfuggono perché sono spesso lontano, altre ci sono e sono ben consolidate ma fuori portata. Io posso entrare in contatto direttamente con quelle meno strutturate o più alla mano , ma per capire qual'è veramente la situazione occorrerebbe più tempo ed attenzione , e questo è ancora una volta precoce se non ho una biglietto da visita con cui persentarmi. Sono solo idee vaghe che circolano da qualche anno , qualcosa si è fatto , disillusioni tante , ma ancora chissà quanto tempo e lavoro sarà necessario prima di vedere i primi risultati. E' molto difficile e, alla fine, tutto questo insieme sembra una grande sfida di resistenza.
di FormicaLogorroica at 14:25:59 2 Commenti

29/01/2006

dislessia

a volte le cose si fanno male anche perché si è stanchi,sa...
di FormicaLogorroica at 01:31:24 1 Commento

29/01/2006

Roma non ha aria,Viterbo è agorafobica

Le cose intorno a me si muovono senza coinvolgermi o quasi.I Modié sono tornati in pista ed insieme a loro altre conoscenze(serata del 21 gennaio Modié + Red Cherry alla Maggiolina di Roma.Anche i Red Cherry mi sono piaciuti,certo lo stampo è quello post-rock canonico con chiari echi british-Radiohead e cantato in inglese, ma la musica arriva potente e diretta anche in virtù delle ottime qualità dei musicisti-ma ci sono membri dei Moka in mezzo o sbaglio??).La mia nuova formazione, che ancora non conosce alcun verso ma naviga in una brodaglia sonora primordiale e disordinata, necessita di un bassista e prima ancora di un posto dove suonare.Qui cominciano i guai,perché trovare un garage o box che dir si voglia in affitto per le prove a Roma è molto difficile e dispendioso.Innanzitutto è d'obbligo dividere il posto con un altro gruppo per dimezzare le spese,poi molto probabilmente bisognerà anche insonorizzarlo e renderlo sicuro se non decente e vivibile.Per uno che è stato abituato per 10 anni ad avere sempre un proprio posto,assolutamente gratuito,esclusivo e personale e disponibile n qualsiasi ora,è una tortura saltare da una sala prove a pagamento all'altra ed anche trovare un box in affitto da dividere lascia sempre un pò di amaro.Ma questa è l'unica soluzione possibile,e purtroppo Viterbo che ha spazi e vivibilità non ha le persone,mentre Roma offre opportunità ma ti rende la vita un inferno.Le sale prova costano dai 6 ai 10-15 euro a testa per un paio d'ore.Finora ne ho girate parecchie di belle,medie e brutte(Elefante Bianco,MusicAzione,il Teschio(!),il Legend,Real Sound,un0altra tra la Prenestina e la Togliatti di cui non ricordo il nome...):ogni volta per raggiungerle è stata una faticaccia se non un'amazzata,sia con l'auto sia(peggio)con i mezzi.Chitarra e valigia degli effetti,seppur inevitabilmente limitata,ti uccidono sulla metro,sui tram,sui bus,nei chilometri che devi farti comunque a piedi per raggiungere la sala.Quando sei in auto muori nel traffico,nell'incubo di un posto specialmente verso il centro(ma manco tanto)di sera.Ma la cosa più odiosa è il fiato sul collo,la strumentazione non tua(bella o non che sia),i costi,il continuo senso di disagio.Suonare così è impossibile,mi domando come cavolo faccia quella massa di musicisti romani,adolescenti brufolosi e vecchi nostalgici,che prova praticamente solo in questo modo.Piombinello per loro sarebbe un sogno,un'utopia,una ricchezza infinita.Ed io che la posseggo(e fino a qualche tempo fa non la stimavo neanche granché)non posso utilizzarla,almeno per come vorrei.Questo mi fa veramente rodere.Ciò non toglie che il Piombinello resti sempre la mia roccaforte incontaminata,un patrimonio da difendere anche solo per molte altre ragioni.

Domani parteciperò all'ex chiesa di Sant'Orsola di Viterbo ad una manifestazione-pièce teatrale con letture sul tema della Shoa.Il mio ruolo sarà quello di creare intermezzi musicali e rumori di sottofondo con la mia Fender e l'effettistica.La cosa è organizzata da un collettivo studentesco-associazione culturale viterbese.Mi ha invitato Matteo,il batterista de "La guerra delle Formiche"(colui che probabilmente non avrei lasciato se avessi avuto la speranza di trovare qualcun altro con cui suonare a Viterbo),poiché dovevano trovare una soluzione per le buche rifilategli all'ultimo minuto dai musicisti che avevano reclutato.Inutile dire che,a parte poche persone che si danno da fare e si spicciano anche per gli altri,l'organizzazione risulta essere piuttosto penosa.Oggi,giorno di prova,soltanto due-tre persone tra quelle conivolte nella manifestazione(non so quante 10-15?)si sono presentate.Sono rimasto per più di due ore ad aspettare che qualcuno si decidesse a farsi avanti per iniziare a lavorare ma intorno a me c'era per lo più gente che ciondolava o giocava a carte.Puro associazionismo ludico-adolescienziale che fa gruppo.Finalmente dopo un pò è stato possibile stendere qualcosa grazie a quei pochi che si sono messi seriamente a cercare di dare una sistemata al tutto.Nonostante ciò io andrò là praticamente quasi alla cieca(colpevole comunque anche il poco tempo a disposizione,ma molto come ho detto è stato inutilmente sprecato),ma fortunatamente il tempo impiegato con i pochi volenterosi dovrebbe bastare per presentare qualcosa di dignitoso.Certo,si poteva far meglio,ma questa è Viterbo.Spero solo che chi ha le capacità per mettere in piedi qualcosa riesca ad emanciparsi da questo contesto deprimente.Comunque resto tranquillo per domani.C'è anche da dire che mi era stato detto che avrei fatto una cosa(improvvisazione)invece mi ritrovo a farne un'altra,per sopperire a molte carenze e cambi all'ultimo minuto,ma sono lo stesso contento.Spero venga fuori qualcosa di bello.

di FormicaLogorroica at 01:27:09 1 Commento

16/01/2006

LAPIDARIO

Questa passione ci distruggerà.
di FormicaLogorroica at 13:57:30 Commenta:

13/01/2006

Inchiodare insieme quattro assi

Fatica.Dovrebbe nascere a Roma il nucleo del nuovo gruppo. Tutto è circondato di incognite. Tutti questi ragazzi mi hanno contattato tramite gli annunci con cui avevo disperatamente tappezzato mezza Roma (a partire dal circolo degli artisti). Uno di loro, Adriano , suona synth e tastiere, è un fonico, bene attrezzato. Ci accomuna il fatto di aver avuto entrambi una brevissima esperienza precedente nei Blueprint , storico gruppo dell'indie rock romano che nella sua affascinante parabola è riuscito persino ad aprire il concerto degli Explosions in the Sky al Circolo degli Artisti. Lui ci suonò non so quanto tempo fa , per poco; io ci ho fatto tre prove circa due mesi fa, prima che andassero totalmente in palla e si sciogliessero dopo tanti anni insieme, un disco alle spalle e concertoni come quello che ho citato. Credo che per Roma i Blueprint siano stati veramente qualcosa di importante. Suonare a Roma è difficile. Ho intrapreso questa strada quando si è sciolto il mio ultimo gruppo viterbese, "La guerra delle Formiche". Non c'era niente di personale , semplicemente non volevo più sentirmi un alieno tra gli altri perché avevo intenzione di migliorare qualitativamente la nostra proposta. Ma Viterbo è così. Per tanto tempo mi sono sentito un alieno nell'ambiente di quattro gatti che continuavano e continuano a suonare come facevano a 14 anni. Ogni tentativo di proporre nuovi orizzonti e nuove possibilità di concepire la musica, che potessero portarla oltre il confine delle quattro mura scalcinate provinciali , è sempre stato interpretato come un atto di superbia e d'arroganza ,un atteggiamento snobista che tradisce gli ideali di "comunismo" e "fratellanza" che vuole che tutti siano sì uguali ma che anche non abbiano alcuna pretesa. Per me è stato naturale , si chiama crescita. Come iniziare con la copia da due soldi della stratocaster ed un ampli da 15 watt e poi passare , con il trascorrere degli anni e l'acquisizione di consapevolezza, esperienza e grana messa da parte, ad una vera stratocaster americana e ad un ampli valvolare. Invece il 15 watt a Viterbo persiste fin oltre i 30 anni e puoi trovarlo tranquillamente usato in qualsiasi contesto live e usato in ogni maniera possibile, anche molto al di fuori delle sue competenze. Essere considerati alieni per questi motivi ti fa sentire un pò come lo schiavo liberato della caverna di Platone che è riuscito a farsi un giretto nel mondo esterno e a vedere come stanno le cose. Al suo ritorno nella cavrna prova a raccontarle ma gli altri lo deridono. Cazzo sembra così patetico! Pur se la mia visione può essere distorta da centinaia di esperienze frustranti questo non deve allontanarsi di molto dalla verità. Viterbo ed il viterbese è in una condizione di arretratezza culturale, soprattutto nell'ambito musicale, preoccupante. C'è stato ed ogni tanto c'è qualche tentativo di allargare le prospettive. Ma il sonnambulismo non lascia il popolo dei notturni che ciondola per i vicoli con i bicchieri di plastica di Lucio in mano. Ho pensato che Roma ed il suo pur ristretto ambiente indie potessero darmi una possibilità. Non conto più la gente che mi ha chiamato e con cui ho provato. Molti erano le versioni romane delle tristi configurazioni viterbesi in tutte le loro varietà (dalle cover di Vasco Rossi al metallaro borchiato).Altri sono stati gentilissimi e disponibili ma risultavano ancora piuttosto rozzi. Altri ancora erano esponenti di prestigio del suddetto ambiente indie e già chiusi e cnsolidati (vedi Blueprint o Mice Cars che cercavano un tournista). Ora mi ritrovo in questa situazione piena di dubbi. Dove cazzo lo trovi un posto per suonare in una città che no ha più nemmeno spazio per vivere? Ci troveremo veramente bene insieme? Stripperò per portare avanti questi progetti sbilenchi e contemporaneamente l'università in tempi e modi decenti? E cazzo c'entra Anassimandro con tutto questo? E le diaspore dei componenti dovute alle inevitabili necessità realistiche del cazzo? Oggi a Termini c'erano vasti stormi di uccelli che riempivano il cielo con i loro scatti geometrici e che scacazzavano in giro un pò dappertutto. Stavamo in un bar sotto i portici a parlare, futuri membri di un potenziale gruppo. Io intervenivo, cercavo di dare ordine, mi riconfondevo, mi impaurivo, prendevo coraggio, poi bho. Agisco. Ma è inevitabile avere paura quando senti che tutto questo ti coinvolge in maniera tremendamente viscerale e non sai se ne sarai all'altezza, non sai se stai sprecando il tuo tempo, non sai un cazzo di certo mai da qui all'intero piano esistenziale. E Berlusconi tutto tirato a Porta a Porta che nega che esista il disagio, anzi lo attribuisce ad un catastrofismo ingiustificato, come se la gente non avesse nient'altro da fare che angosciarsi gratuitamente.Ma vaffanculo. Due chitarre, due stili differenti , un batterista entusiasmante ma senza batteria, un tecnico-fonico digitalizzante esaltato e avolte ambiguo. Un basso mancante, la mia capacità/incapacità a tirare le fila. Roma imponente, internazionale, becera, provinciale.
di FormicaLogorroica at 02:00:53 1 Commento

09/01/2006

Il basso elettrico nela nascita della filosofia occidentale

Vaffanculo.Innanzitutto come fanno gli altri blog a concentrare così tante visite e commenti?Il mio egocentrismo reclama attenzione, ma dall'altra parte il pudore e la moderazione lo bilanciano e lo invitano alla castità mentre questo si mette a nudo nel tentativo di scoprire le sue forme sensuali. Ho un basso di una marca molto strana, Kingston ,lo comprai cinque anni fa dal fratello del Tedesko per cinquanta mila lire.E' di terza o quarta mano, ha un manico che pare sughero, pick up e forma stile precison ma eccezionalmente grossolani, colore rosso fiammante e suono da trombone infilato in una pila di cuscini. Il mio primo basso , fantastico e punk! E' appartenuto a Luca Ingegneri ,ex-bassista dei New Rose, vecchio gruppo del vetrallese in cui ha fatto le sue prime esperienze il Tedesko. Tutto questo non c'entra niente con nulla almeno quanto i debiti che hanno i primi phisiologoi ionici greci con i poemi cosmo-teogonici orientali, Enuma-Elish su tutti. Cazzo di sfoggi di erudizione, ma a che servono? E a che serve l'Enuma Elish ed Anassimandro? Oddio,non sono quasi più in grado di dare una risposta che senta veramente mia eppure ci sono sempre più dentro fino al collo. Meglio rifugiarsi nella contemplazione visivo-auditiva del Kingston punk. Capacità espressive ed esigenze razionalizzanti. Microcosmo-Carlo macrocosmo-Uomo. La paura è che sarò sempre così sconnesso e non riuscirò a parlare bene e con mente scientifica di Anassimandro, mentre magari potrò fare due note di basso ma in maniera ampollosa ed assolutamente banale. La mia mente scientifica presenta numerose crepe e forse non voleva rivolgersi ad Anassimandro con tutta questa attenzione ma-che ci vuoi fare?- la via della sopravvivenza mediante pianificazione futura porta ad inevitabili compromessi. Mi domando poi quale sarebbe stato il non-compromesso. Bho . Gloria a te Kingston rosso dal suono di trombone, e gloria a chiunque abbia saputo scrivere di Anassimandro.

Sarò più preciso, sarò più poetico, sarò più comprensibile, sarò più ermetico.

di FormicaLogorroica at 02:05:08 Commenta:

07/01/2006

ALLA RICERCA DEL KOSMOS

Dissezione , aperto, vuoto. Nuovo anno che ha le stesse questioni , problemi e speranze del precedente. Tutto in una linea continua , anno dopo anno. Incerto , in bilico, zoppicante , forte e malato , sicuro e malandato .Nel guazzabuglio dell’animo umano. A ruota libera. Siamo in un bel mistero. Ora , in questo frangente , è bello avere un luogo di ritrovo dove far scorrere la musica ed incontrare ogni tanto qualche amico con cui condividere esperienze , suoni , compagnia , risate e due chiacchiere. Eppure il quadro non è ancora composto, tutto segue ancora sue traiettorie nonostante gli sforzi di correggere le direttrici. Nello stesso giorno posso trovarmi nell’inferno di asfalto anulare circondato da gas mefitici e moltitudini frustrate di ogni genere ed essere poco dopo nella quiete più profonda di una campagna che ricorda la silenziosa laboriosità di una civiltà antica e il fascino della natura aspra e selvaggia, percorsa da forze vivificanti. Oddio, sicuramente una costruzione del nostro inconscio in quanto soggetti che elaborano dentro di sé il proprio mondo e poi lo esternano oggettivizzandolo. Un centro di elaborazione dati che crea un’immagine globale fatta di suoni , immagini , sensazioni , percezioni , passioni , slanci irrazionali e categorie concettuali profondamente schematizzanti e razionalizzanti. Sembra così facile ridurre tutto questo a mero materialismo raziocinando freddamente , ma ciò che resta è poi così noioso. Lasciami illudere dunque , lascia che mi convinca dello spirito e della sua vita perché in questo modo possa farlo vivere. Viviamo in un calderone immenso e nessuno può pretendere di avere la verità; anche se è indispensabile inserire in schemi precisi la nostra percezione e concatenare i fenomeni in sequenze di ferrea logica causa-effetto, lasciami correre con inutili idealismi o nichilismi ossimorici. In questi giorni si respira comunque una buona aria nella mia campagna -sala prove, anche se l’atmosfera è ancora acerba rispetto a come vorrei viverla io. Ma c’è un buon calore di amici, di quattro chiacchiere di fronte al fuoco, di coppiette che si stringono per mano, di gatti che miagolano di gioia per gli avanzi della cena. E poi gli ulivi spogli e le cisterne piene. Anche se non so ancora bene come, so che la musica è il mio mezzo di espressione e cultura. Deve esserci una chiave per cui potrei riuscire a racchiudervi qualcosa di simile a quello che rappresentava, che ne so, la Metafisica per Aristotele. No, ancora meglio e molto più completo, non solo abbozzi di idee disordinati per pochi intimi. Vi entrerebbe anche la Poetica, ma poi potrei farci entrare chiunque, da Pavese a Frida Khalo. Le stratificazioni sono così complesse che a lasciarle libere come sto facendo ora ne esce fuori un patchwork a metà tra il delirio, il flusso di coscienza, il saggio raziocinante, lo slancio poetico e lo spunto diaristico-novellistico. Un minestrone, e chi se ne frega. D’altronde non siamo tutti nient’altro che questo, ed il resto non è che un perenne tentativo di ordine indispensabile per stabilizzare le nostre esistenze e la nostra natura sociale, che è che mi piaccia o meno alla base stessa della vita e del pensiero raziocinante e delirante.

In questi giorni è circolata musica e questo mi piace e fortifica. Da ascolto innanzitutto : White Stripes , Beatles (Abbey Road , White Album ) , Iggy pop , Sigur Ròs , Pavement , l’ultimo di Billy Corgan , le registrazioni al cesso di Kurt Cobain. Poi da discutere , belle discussioni sulla storia del rock e sulle proprietà dei supporti musicali nuovi e moderni in tutte le accezioni possibili , dal tecnico all’emotivo. Ed infine da suonare : il bocciolo di un nuovo progetto con il Tedesko , il mio amico Maurizio Biuso che si sfogava rotolandosi a terra avvolto da lancinanti feedback di chitarra , i Wood che sono tornati a provare al casale di Piombinello. Questi ultimi sono una delle migliori cover band dei Jethro Tull in circolazione. Ok , sempre e solo cover qua direi io , ma per un attimo è meglio lasciar perdere idealismi e frustrazioni e lasciarsi dondolare dall’amicizia , dal fervore di una sala prove al lavoro e dal flusso della buona musica che DEVE circolare. Sono stato bene.

Ma ci sono enormi battaglie da fronteggiare e torneranno tra pochi attimi . Un equilibrio tra passato e presente-prossimo futuro(spero) di divertimento professionale-logorante ma necessario è quello che ci vuole. Sorrido a tutto questo, spero di passare ancora bei momenti. Il tessuto dello spirito è così fragile.

di FormicaLogorroica at 03:02:47 Commenta: